Page 4 - monumenti
P. 4

  L’ARCO DI GIANO
Diciamo innanzitutto che la denominazione è errata: infatti, solo pochi anni fa e grazie ad un’i- scrizione non vista precedentemente, si è scoperto che era stato eretto in onore di Costantino. La tradizione millenaria, però, ha avuto la meglio e si è continuato a chiamarlo “di Giano”!
L’arco è stato eretto nel 4 secolo d.C. e originariamente aveva un tetto a piramide. Il marmo di rivestimento è stato preso da altri monumenti e le figure alla sommità degli archi sono: sedute - Dea Roma e Giunone, in piedi - Cerere e Minerva.
Incerto è l’uso che ne fecero i Romani: chi dice che fosse per proteggere il mercato dei buoi, chi dice che fosse posto in un crocevia ed infine, alla luce della scoperta della dedica a Costantino, chi dice che fu un arco trionfale.
Attorno all’anno 1.000 La Famiglia dei Frangipane se ne appropriò e costruì una torre merlata sopra di esso. Questa famiglia aveva occupato tutti i territori del Velabro, del Palatino ed il Co- losseo, che avevano trasformato in fortezza. Erano eterni rivali della famiglia Pierleoni con i quali si contendevano i Papi nel vero senso della parola.
Ferdinand Gregorovius, storico medioevalista, indica l’Arco di Giano come tetro di molte azioni, più o meno discutibili, di cui La Famiglia Frangipane si rese protagonista.
La prima avvenne la notte di Natale del 1075: prelevarono, a forza, Papa Gregorio VII mentre diceva la messa e lo rinchiusero qui. Però il giorno dopo il popolo si infuriò e quindi lo dovettero riportare, sempre a Santa Maria Maggiore, a continuare la messa che aveva interrotto. In quel-
l’occasione i Frangipane furono perdonati.
La seconda durante il 1118 quando, avendo avuto noti-
zia che durante il conclave era stato eletto Gelasio II (il candidato dei Pierleoni) si recarono al Laterano, irruppero nel Con- clave, lo prelevarono sempre con la forza e lo rinchiusero nella torre. Anche questa volta però la prigionia però durò poco, il popolo si oppose un’altra volta e lo fece liberare. E anche questa volta I Frangipane furono perdonati per opportunità politica. La terza, ed ultima, avvenne nella notte tra il 13 e il 14 febbraio del 1130, immediatamente dopo la morte del Papa Onorio II. Questa volta pensarono bene di farsi il conclave a casa loro. “Invitarono” 16 Cardinali a loro fedeli nella Torre ed elessero Papa Innocenzo II. La Chiesa però non accettò questa situazione e, riunendo i rimanenti 14 cardinali, elessero Anacleto II. Ad elezione avvenuta pero, alcuni dei cardinali che parteciparono al conclave “abusivo” si pentirono e appoggiarono il Papa ufficialmente eletto: screditando agli occhi del Popolo il nuovo Papa di Frangipane.
I due Papi furono consacrati il 23 Febbraio: Anacleto II a San Pietro con il favore del popolo, Innocenzo II al Laterano fug- gendo nella torre subito dopo la messa.
Innocenzo II però non si dimesse ed anzi andò in Europa del Nord stringendo alleanze con Francia e Germania. Forte di queste attaccò Roma nel 1137 e si insediò nella città. Il popolo, questa volta, rimase molto indeciso tra i due Papi ma, la re- pentina morte di Anacleto risolse la situazione.
Pochi anni dopo il papa Callisto II fece distruggere il castello riducendolo a quelle poche rovine che vedremo in tutti i disegni e stampe fino alla metà del 1800. La potenza dei Frangipane non era stata però piegata, tanto che essi riuscirono con la vio- lenza a far eleggere un loro candidato, alla morte di Callisto II.
Nel 1588 Sisto V ordinò a Domenico Fontana l’abbattimento dell’Arco di Giano ma poi, per fortuna, non se ne fece più nulla. Come abbiamo detto a patire dal 1.400 la zona attorno all’arco diventa poco raccomandabile e le mura dei suoi ruderi diven- tano un rifugio per malfattori e vagabondi tanto che, nel 1768, vennero cacciati e l’ingresso chiuso con un cancello.
I ruderi sopra l’arco vennero demoliti solo nel 1.827 e purtroppo demolirono pure le strutture romani originali sopra la corona considerandole medioevali.
 



















































































   2   3   4   5   6