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 LE INNODAZIONI DEL TEVERE
 Il Tevere, anche se aveva dato la vita a Roma, qualche problemuccio periodicamente lo creava: le inondazioni.
Mediamente, ogni 20 anni ne è arrivata una “importante” ( +17 metri) e ogni 200 una dagli effetti catastrofici (+19 metri) .
Numerose targhe, dette manine, sono disseminate in tutta la città ed indicano i livelli raggiunti dall’acqua nei vari quartieri.
Nell’antichità e durante il medioevo, l’unica azione di contrasto fu quel- la di rialzare il terreno, dove si poteva.
Per avere un’idea del fenomeno basti pensare che il Tamigi o la Sen- na quando in occasioni di eventi eccezionali aumentano la loro portata di 6, 7 volte. Il Tevere di ben 35 volte!
Ma nel 1870, appena 3 mesi dopo la conquista di Roma da parte del- l’esercito Italiano, ne arrivò una devastante ed allora, il nuovo gover- no, si trovò obbligato a trovare una soluzione definitiva.
Numerose furono le soluzioni proposte e tra queste anche quella, suggerita da Garibaldi, di creare un bypass che girasse intorno la città.
La decisine finale fu quella di costruire dei muraglioni di contenimento.
Il progetto fu pronto in 10 anni ma per la loro completa realizzazione si
dovette aspettare il 1926: ben 45 anni dopo.
E, nel frattempo le inondazioni continuarono: la foto sotto è del 1900.
Nel 1937 arrivò una piena di +16,8 m ed i muraglioni funzionarono perfettamente!
La mappa sopra ci mostra le aree innondate durante l’alluvione del 1870.
Come si nota le zone alluvionate a volte non sono contigue.
Questo a causa dell’acqua che, percorrendo le fogne al contrario (nel nostro caso la Cloaca Massima), riportavano lo stesso livel- lo del fiume anche in città.
Per risolvere questo problema, tutte le fogne furono fatte confluire in due grossi collettori inseriti nei muraglioni che versano le acque al termine della città.
  

















































































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